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Controversia sul minore tra genitori e consultorio della ASL Lecce – provvedimento sospensione della Corte d’Appello

LA CORTE D’APPELLO SOSPENDE L’EFFICACIA DELLA SENTENZA NEI CONFRONTI DELLA ASL LECCE (il Consultorio era stato condannato in solido con il padre di una minore per la perdita del rapporto parentale).
Era il settembre 2025 quando il Tribunale di Lecce con sentenza n. 2611 del 22.09.25, su una vicenda introdotta da una madre di una minore che lamentava la condotta del padre che non aveva permesso un rapporto sano con la figlia, condannò appunto il padre per danno da abbandono genitoriale liquidato in € 103.250,00 oltre interessi, € 350,00 mensili come costi di mantenimento per la ragazza dalla data della nascita sino al dicembre 2021, oltre a circa 15.000,00 euro si spese legali.
La madre coinvolse nel giudizio anche il Consultorio della ASL Lecce, accusato di essere rimasto inadempiente ai suoi obbighi di legge. Nonostante l’ascolto di vari operatori del Consultorio e la documentazione versata in atti, il Giudice del Tribunale di Lecce condannò in solido anche la ASL Lecce alle somme liquidate come risarcimento in funzione di una responsabilità concorsuale.
Il Consultorio quindi – ASL Lecce -, condannato per responsabilità genitoriale per perdita di rapporto parentale della figlia con il padre. La pronuncia ha destato immediatamente particolare sorpresa. La ASL Lecce ha quindi impugnato la sentenza innanzi alla Corte d’Appello di Lecce e, dopo l’inizio dell’esecuzione della sentenza da parte del legale della madre, ha richiesto immediatamente la sospensione della esecuzione della sentenza impugnata.
La Corte, con provvedimento del 17.03.26 (Pres. Dott. A. F. Esposito – Rel. Dott.ssa Consiglia Invitto), ha sospeso l’efficiacia della sentenza nei confronti della ASL Lecce, condividendo il periculum in mora e formulando una ipotesi di manifesta findatezza dell’appello; rimanendo la condanna efficace nei confronti del padre.
Il legale della ASL Lecce Avv. Daniele Montinaro: “Francamente la pronuncia di primo grado ci aveva lasciato davvero sorpresi e molto perplessi. Il Consultorio che aveva svolto il proprio lavoro, per quanto allo stesso possibile in tali delicate vicende, si è ritrovato condannato per un danno da perdita parentale attribuibile certamente a mio modestissimo parere, invece, ai genitori, e ciò, nonostante in giudizio si era dimostrato che proprio grazie al Consultorio vi erano stati dei riavvicinamenti del padre alla figlia nel corso degli anni. Siamo quindi soddisfatti della sospensione della efficiacia della sentenza nei confronti della ASL Lecce i cui operatori si sono sempre comportati in tale vicenda con grande professionalità e sensibilità. Siamo altresì fiduciosi sull’esito del giudizio di merito”.
Si allega provvedimento
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